Ideazione e regia di Flavia Valoppi

Narrazione Flavia Valoppi

Canto Chiara Grillo e Annalisa De Vittor

Aiuto alla drammaturgia Raffaella Simoncini

Contributo ai contenuti Giulia Sattolo

In collaborazione con Ass. Mus. e Cult. “Città di Codroipo” APS ETS

30 agosto 2026, ore 17:00 – Piazza, Obenetto di Drenchia (Udine)

6 settembre 2026, ore 17:00 – Mulino Braida, Flambro (Udine)

9 settembre 2026, ore 20:30 – Orto delle Api, Zompicchia di Codroipo (Udine)

Vogliamo raccontare un’altra storia, quella nascosta tra le pieghe della Grande Storia stampata sui libri, quella taciuta e nascosta, quella delle donne che hanno formato la rete di sostegno alla società durante e dopo la Prima Guerra Mondiale.

Abbiamo bisogno della distanza temporale che intercorre tra la vita di quelle donne e la nostra per narrare con rigore gli eventi tragici che hanno subito i loro corpi e le loro anime. Sepolte negli archivi stanno le parole (perlopiù maschili) e la dignità delle donne abusate, usate dal nemico per offendere la terra e gli uomini da cui è stato sconfitto.

Il corpo della donna come campo di battaglia, per citare Matei Vişniec che ha scritto un dramma teatrale sulle barbarie perpetrate nel Kosovo, e che fa luce su questa disumana modalità di comportamento che si allunga come un’ombra terrificante nel passato e, purtroppo, nel presente dell’umanità. Nel tempo sono cambiate le “forme belliche”, sono state inventati bombe chirurgiche, aerei che i radar non intercettano, visori a infrarossi, miliardi investiti in armi, ma una costante è rimasta tale: saccheggi e abusi su donne e minori ordinati come strategia offensiva.

STORIE TACIUTE nasce dalla voce delle nostre nonne e madri, nei nostri luoghi, paesi di contadini, dignitosi di povertà e relazioni, che si trasformano in paesi di guerra. Il nostro Friuli rappresenta simbolicamente tutte le terre che subiscono la violenza della guerra, e le nostre donne e i loro figli sono vittime del passato e del presente. Il nostro racconto si snoda oltre il tempo e si stempera nei luoghi del nostro vissuto per dar voce alla resilienza delle donne, alla loro capacità di travalicare le bassezze umane attraverso la cura. È uno spettacolo che sottolinea l’importanza della riconoscenza, rende omaggio e tiene viva la memoria delle nostre antenate e del loro silenzioso contributo al bene collettivo.

In scena tre artiste, cantanti e attrici che vigilano un baule che non è mai stato aperto, pieno di ricordi e cose da nascondere, vergogne forse. Il racconto si dipana tra narrazione e canti ed è lo sguardo limpido e tagliente di una ragazzina che ascolta i discorsi delle “donne grandi” e si fa un’idea di quello che accade.

Alcuni dei canti, eseguiti dal vivo a cappella, sono tratti dalla tradizione musicale popolare friulana, altri sono stati composti appositamente per lo spettacolo.

La storia è narrata in friulano e italiano, senza soluzione di continuità, in una naturale osmosi tra le due lingue.