Metodo Willems

La Scuola di Musica Città di Codroipo, organizza corsi di Educazione Musicale secondo il metodo elaborato da E.Willems per bambini e ragazzi dai 3 anni in poi.

L’educazione musicale è uno strumento privilegiato per la conoscenza del bambino e del ragazzo, della sua personalità, del suo carattere e delle sue potenzialità.
La musica permette di entrare facilmente nel profondo di ciascuna persona e di poterla aiutare ad evolversi armoniosamente in tutta la sua globalità.

Fra i princìpi educativi che si propone, l’Educazione musicale promuove la capacità di scoperta, osservazione, sistemazione della realtà attraverso i fenomeni musicali e sonori nei quali siamo costantemente immersi ed offre al bambino la possibilità di crescere sviluppando la propria identità, la propria ed unica personalità, permettendogli di potersi esprimere con la musica.

Il punto focale dell’attività consiste nel risvegliare ed incrementare la propria sensibilità, prendendo consapevolezza della realtà che lo circonda in un processo di passaggio dal globale all’analitico, dall’immersione in un mondo sonoro all’analisi delle sue singole parti facendo sempre leva sull’affettività, vero motore della crescita interiore.

L’attività musicale consta di un incontro a cadenza settimanale di durata variabile tra un’ora e un’ora e mezzo tenuto da un docente diplomato del Metodo Willems (regolarmente iscritto all’Associazione Internazionale Willems -AIEMW- attraverso la sede italiana Willems CRDM con sede a Majano) all’interno di un gruppo di allievi di età e livello compatibili.

Questi gruppi sono relativamente e volutamente ridotti (6-8) al fine di garantire un insegnamento il più possibile personalizzato e un ottimo controllo del processo evolutivo di ogni singolo bambino.

Willems considera l’essere umano composto da diverse nature: una natura fisiologica, una natura affettiva ed una mentale. Il ritmo, la melodia e l’armonia corrispondono in pieno a questi aspetti (in ordine: fisiologico, affettivo e mentale) e partendo da questo concetto fondamentale e soprattutto dal rapporto tra musicalità e umanità quale base di qualunque atto creativo, Edgar Willems costruì questo metodo di educazione musicale (tra il 1940 ed il 1960) perfettamente idoneo non solo a dimostrare la potenziale presenza della musicalità in ogni essere umano, ma anche a risvegliarla e a stimolarla fin dalla primissima infanzia.

L’apprendimento della musica viene paragonato a quello della lingua madre in un processo che va dal globale all’analitico. Willems articola il suo metodo in quattro gradi, due dei quali sono adatti alla primissima infanzia e quindi alla scuola materna.

Grazie alla sistematica e vitale formulazione degli atteggiamenti didattici assicura lo sviluppo dell’orecchio musicale e di un preciso senso ritmico, entrambi importantissimi per un futuro studio del linguaggio, dello strumento o di qualsivoglia disciplina musicale.

I primi due gradi di Educazione musicale vedono le lezioni divise in quattro aree fondamentali:

  • Sviluppo uditivo sensoriale ed affettivo
  • Sviluppo del senso ritmico
  • Canto e Canzoni
  • Movimenti naturali del corpo

Attraverso esperienze di movimento sonoro che il bambino ha già vissuto nell’arco della propria esistenza (vento, rumori di auto, sirena della polizia, ecc.) ed attraverso l’imitazione delle stesse si va a toccare la sua sensibilità e affettività (spiegazioni suggestive) facendo leva sulla propria riproduzione, utilizzando cioè la propria voce. Da qui si passa all’utilizzo di una serie di strumenti che possono riprodurre dei movimenti sonori (flauto a stantuffo, sirena, xilofono, voce) coadiuvato dal movimento della mano per esteriorizzare tale evento sonoro.

Il tutto avviene a volte in un clima di gioco spassoso, a volte di meraviglia, a volte di mistero (tutto sta alla sensibilità e alla fantasia dell’insegnante)

Dalla rappresentazione del suono nello spazio (con la mano) si passa gradualmente alla sua scrittura e alla sua lettura finalizzata in seguito (in età più avanzata) al movimento delle note sul pentagramma, nell’ottica di quel processo dal globale all’analitico di cui si accennava precedentemente.

Inseguito, abbandonati i primi due gradi di progressione si affrontano il terzo grado che viene definito pre-strumentale, capace cioè di instaurare una serie di ordini ed automatismi necessari allo studio armonico di uno strumento musicale.

In seguito il quarto grado procede verso quello che viene definito “solfeggio vivo” lettura, scrittura, invenzione ed improvvisazione musicale si combinano ad ottenere una progressiva padronanza del linguaggio musicale in tutte le sue forme con una particolare apertura ai nuovi linguaggi.